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Sviluppare la leadership e motivazione del titolare in farmacia

14.01.2020
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Perchè è importante risolvere i problemi che viviamo in farmacia?

Nel guidare la nostra farmacia ci imbattiamo costantemente in problemi, urgenze, imprevisti, alcuni dei quali vanno a sovrapporsi ai cicli aperti che già abbiamo; immaginiamo un’organizzazione del lavoro ed improvvisamente subentrano altri aspetti che richiamano la nostra attenzione, mandandoci in sovraccarico.

Molto spesso, nel tentativo di non essere completamente assorbiti, ne rimandiamo la gestione ad un altro momento, soprattutto se non si tratta di questioni urgenti.

Può capitarci ad esempio di entrare in farmacia e trovare la fila, i clienti spazientiti che attendono il proprio turno, Mario e Francesca alla stessa postazione che cercano di risolvere un problema relativo ad una ricetta, Carla in laboratorio e Giuseppe che sta sistemando alcuni prodotti a scaffale; pensiamo di dover chiarire con ognuno cosa ci aspettiamo che accada in farmacia e quali sono le priorità, affinchè non si verifichi più una situazione del genere. Ma non abbiamo tempo e ci limitiamo ad infilare il camice e a smaltire la fila, riproponendoci di parlare con il team non appena sarà possibile.

Subentrano poi altre mille questioni che ci sottraggono tempo e attenzione e finiamo col non chiarire mai l’accaduto, limitandoci ad ammonire velocemente i collaboratori e aspettandoci da loro un cambiamento spontaneo da quel momento in avanti, solo per avergli parlato.

Come ci siamo sentiti nel trovarci di fronte ad una situazione del genere?

Forse delusi, stanchi, avviliti, arrabbiati.

Oltre a rubarci tempo, le difficoltà non gestite ci rubano dunque energia positiva e di conseguenza utili economici perché la nostra azienda funziona solo se siamo noi per primi a trasferire motivazione e a guidare. Siamo le risorse fondamentali, l’assett più importante: non è la stessa cosa se siamo entusiasti o non lo siamo, se ci sentiamo padroni del futuro della nostra impresa o meno.

Ecco perché le difficoltà vanno affrontate, senza dover aspettare che cambi qualcosa all’esterno.

A molti colleghi manca oggi il senso dell’urgenza nell’andare a risolvere talune problematiche dal momento che i conti ancora tornano e si ha sempre il timore di rompere degli equilibri consolidati. Questo però non significa che dei problemi non dobbiamo occuparci: il nostro tempo e le nostre energie, infatti, non sono illimitati e costituiscono per noi il bene più prezioso.

Gli incassi, a lungo andare, sono effetto di come abbiamo saputo investire queste due risorse fondamentali.

Come possiamo gestire le difficoltà?

Potrà sembrare un paradosso ma il primo passo per la completa gestione delle difficoltà non ha a che fare con l’azione, bensì con qualcosa di molto più impalpabile: il nostro punto di vista.

Per gestire un problema o una situazione che non va come vorremmo dobbiamo vederci come capaci di influenzare quella situazione; se non lo facciamo, quest’ultima influenzerà noi.

Ogni evento che ci accade possiamo dunque osservarlo da due differenti punti di vista.

Possiamo assumere un approccio “Respons-ability, sentendoci capaci di rispondere in modo costruttivo e pensando che il cambiamento o la risoluzione di quel problema dipenda da noi; o possiamo invece assumere un approccio “No Ability”, immaginando che gli altri e le circostanze ci impediranno di ottenere i risultati sperati e che, di conseguenza, sia meglio aspettare che cambi qualcosa all’esterno di noi.

Molti nostri colleghi, ad esempio, si lamentano che alcuni collaboratori siano demotivati, rinunciando alla possibilità di influenzarli ma, in attesa che questi cambino e tornino ad essere propositivi, continuano a pagargli lo stipendio e a subire gli effetti di questa demotivazione.

In una simile situazione avremo leadership se svilupperemo completamente un approccio “Respons-Ability” e ci sentiremo incaricati per primi di portare un risultato per tutta la nostra squadra. Non possiamo chiedere ai nostri di assumersi responsabilità se non lo facciamo noi per primi nei confronti di tutti loro, non solo di quelli con cui andiamo naturalmente d’accordo ma di tutti quelli che entrano a far parte della nostra sfera d’influenza.

Se ciò non accade, quando siamo in azienda le cose funzionano ma quando ci allontaniamo coloro di cui non ci siamo occupati finiscono per creare nuove problematiche da dover gestire, sottraendoci tempo, vitalità e denaro.

Il punto di vista “Respons-Ability” è la soluzione alle difficoltà perchè stimola in noi la domanda più importante: “Cosa posso fare io oggi per…?”, riattivando in noi la voglia di metterci in azione in direzione dei risultati che vogliamo ottenere, afferma Carolina Bruno.

 

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